Territorio di Forio


Situato sul versante occidentale dell´isola, Forio è il comune più esteso di Ischia: sulla sua superficie di circa 13 kmq vivono intorno ai 18000 abitanti (foriani).  Il nome Forio sembra derivare dalla parola greca “phoros”, fertile, che ne metterebbe in evidenza le caratteristiche del suolo. Ma c´è anche chi vi vede un´origine dal termine “fiorito”, visto il continuo rifiorire di questa terra in seguito alle calamità che ne hanno caratterizzato la storia. Data la sua invidiabile posizione, vi splende il sole tutto il giorno. Forio ha subito nei secoli diverse invasioni da parte dei Saraceni, di cui conserva marcati segni nell’architettura locale. Negli anni cinquanta molti artisti di tutto il mondo si davano appuntamento in questo Comune, attratti dalla bellezza dei luoghi e dalla cordialità dei residenti. Lungo la costa sorgono molte torri di avvistamento e difesa, la più famosa di queste è il “Torrione” divenuta proprietà comunale ed è stato trasformato in un museo dove si tengono esposizioni temporanee; le altre torri sono, invece, andate ai privati e in alcuni casi trasformate in abitazioni che hanno ben poco dell´aspetto originario. Ma vediamo nel dettaglio quali sono queste torri e dove si trovano.. Il centro storico esercita un fascino particolare con i suoi palazzi nobiliari, le tipiche viuzze, gli atelier dei pittori locali, le minuscole botteghe artigiane di ceramiche, le chiese ricche di storia e di arte. Molto suggestiva è la famosa chiesetta del Soccorso situata all’estremità di uno splendido piazzale, piazzale Giovanni Paolo II (già piazzale del Soccorso), da poco ristrutturato appunto in occasione della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II in data 5 maggio 2002. È uno dei pochi posti al mondo dai quali talvolta è possibile assistere, in particolari condizioni, al fenomeno ottico del raggio verde in concomitanza con il tramonto del Sole. Inoltre si può ammirare uno shopping center tipico di un rinomato luogo turistico. Amministrativamente comprende diverse contrade (Monterone, Cierco) e la frazione di Panza che nei secoli ha subito, come il capoluogo, diversi attacchi da parte dei Saraceni, di cui conserva marcati segni nell’architettura locale.